InclusioneSostenibilità AmbientaleSostenibilità digitale
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Riuso e rigenerazione in un modello IT Circolare per un Unione di Comuni più sostenibile

Un Modello Replicabile per l'Efficienza Economica, la Sostenibilità Ambientale e l'Inclusione Sociale, basato sul caso di studio dell'Unione
Unione delle Terre d'Argine
Enti locali e loro unioni e/o associazioni
https://www.terredargine.it/
DESCRIZIONE DEL PROGETTO

Il progetto trasforma la gestione delle 700 postazioni informatiche dei Comuni di Campogalliano, Carpi, Novi di Modena e Soliera attraverso un modello di “IT Circolare”. L’iniziativa prevede l’internalizzazione della rigenerazione hardware (upgrade SSD/RAM) e una riallocazione strategica dei dispositivi basata sui profili d’uso: i PC più performanti sono destinati ai tecnici, mentre quelli rigenerati ai profili amministrativi. Il sistema integra un regolamento interno per lo spegnimento automatico e il blocco schermo, riducendo i consumi energetici. In cinque anni, l’Unione dei comuni ha rigenerato 300 PC, evitando l’acquisto di nuovi dispositivi e riducendo drasticamente la produzione di rifiuti elettronici. Questo approccio ha permesso di abbattere la spesa annua del 55%, coniugando efficienza operativa e drastica riduzione dell’impronta carbonica dell’amministrazione.

OBIETTIVI DELLA SOLUZIONE

Gli obiettivi principali sono la riduzione dell’impatto ambientale della PA, la minimizzazione dei rifiuti elettronici (RAEE) e il contenimento dei costi di gestione (TCO). L‘Ente mira a diffondere una cultura della sostenibilità digitale e a contrastare il Digital Divide. I destinatari sono molteplici: internamente, i circa 700 dipendenti dell’Unione che beneficiano di dotazioni adeguate ai carichi di lavoro; esternamente, la comunità locale tramite il programma “Second Life”, che prevede la donazione di dispositivi rigenerati a scuole, associazioni del terzo settore e cittadini in difficoltà. L’impatto positivo ricade sull’intera collettività dei 106.000 abitanti dell’Unione grazie al risparmio di 90 tonnellate di CO₂ e alla prevenzione di 10 tonnellate di rifiuti tecnologici.

Replicabilità/Trasferibilità del progetto

La replicabilità del modello è immediata e strutturale per qualsiasi Pubblica Amministrazione. La metodologia si basa su processi standardizzati di diagnosi e upgrade hardware (costo medio 130 € a postazione) facilmente applicabili in altri contesti. Non richiede investimenti massicci, ma una riallocazione del budget esistente: il risparmio generato dal mancato acquisto di nuovo hardware finanzia gli interventi di rigenerazione. Il “manuale operativo” sviluppato, che include criteri di standardizzazione tecnica e policy di utilizzo responsabile, può essere adottato da altri Enti locali per ottimizzare la spesa ICT. La trasferibilità è garantita dalla semplicità delle azioni: internalizzazione delle competenze tecniche e adozione di regolamenti per il risparmio energetico.

Innovatività del progetto

L’innovatività risiede nel superamento del paradigma “acquisto-smaltimento” a favore dell’informatica circolare applicata alla PA. L’originalità consiste in una governance basata sulla profilazione dell’utente (tecnico vs amministrativo) per massimizzare l’utilità di ogni dispositivo. La metodologia è rigorosa: diagnosi, upgrade mirati e stress test assicurano prestazioni elevate su hardware esistente. È innovativa l’integrazione di policy energetiche automatizzate con metriche ambientali certificate (European Environmental Bureau) per misurare il risparmio di CO₂. Trasforma la gestione IT da mero centro di costo a laboratorio di sostenibilità e innovazione organizzativa, dove ogni scelta tecnologica è pensata per generare valore sistemico per l’intera organizzazione e la comunità.

Sostenibilità economica e organizzativa del progetto

Il progetto dimostra sostenibilità economica, avendo ridotto la spesa annua per l’acquisto di PC e notebook da 99.700 € a 48.700 € (-55%). La congruità dei costi è evidente: rigenerare costa 130 €, contro gli 800 € di un PC nuovo. Organizzativamente, l’iniziativa è solida grazie all’internalizzazione dei processi affidati a due tecnici interni, eliminando costi di manodopera esterna e garantendo il controllo totale sulla filiera. I tempi sono congrui: la rigenerazione di circa 120 PC l’anno garantisce un turnover fluido senza interruzioni operative. L’investimento è ripagato dal prolungamento della vita utile dei dispositivi e da un risparmio del 20% di kWh annui. Il modello è economicamente autosufficiente e scalabile.

Rilevanza del progetto

La rilevanza è determinata dall’ampiezza del territorio (4 Comuni) e dalla forte valenza sociale del riuso. Il progetto trasforma il potenziale rifiuto in risorsa per la collettività tramite il meccanismo “Second Life”, combattendo il Digital Divide locale. L’impatto sui destinatari è tangibile: efficienza per i dipendenti e accesso digitale per le fasce fragili. Ambientalmente, il risparmio di 90 tonnellate di CO₂ (pari a 45 auto medie annue) e di 10 tonnellate di RAEE rappresenta un contributo concreto agli obiettivi dell’Agenda 2030. La rilevanza risiede nella capacità di dimostrare che la sostenibilità digitale è un driver di efficienza economica e responsabilità sociale, migliorando la qualità dei servizi pubblici e il benessere del territorio.

Capacità di sostenere la creazione di una PA in grado di “generare futuro”

Il progetto abilita una PA resiliente attraverso una governance anticipatoria che integra la “Green IT” negli strumenti di programmazione strategica come il PIAO e il Piano per la Transizione Digitale. L’utilizzo di automatismi per la gestione delle policy di riuso e il monitoraggio energetico dimostra una spiccata capacità di foresight: l’Ente non subisce l’obsolescenza tecnologica, ma la governa preventivamente. Questo approccio evita futuri sprechi finanziari e criticità ambientali, rendendo l’amministrazione capace di adattarsi a scenari di scarsità di risorse. “Generare futuro” significa qui creare un ecosistema dove la tecnologia è un bene comune rigenerabile, garantendo inclusione sociale e tutela ambientale per le generazioni future del territorio.

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