“Energia fatta ad Arte” è un progetto sperimentale della Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con ENEA, che trasforma la comunicazione energetica in un’esperienza culturale e tangibile. Il cuore del progetto è il “match-making” tra il patrimonio industriale del territorio e il talento creativo under 40. Ventidue imprese hanno donato componenti tecnologici e oggetti d’uso comune, poi reinterpretati da 21 artisti e designer selezionati tramite call pubblica. Il processo ha portato alla creazione di “Opere d’Arte” (valore simbolico) e “Oggetti Educanti” (design interattivo), esposti in contesti di rilievo come Arte Fiera a Bologna e KEY a Rimini. L’iniziativa supera la fredda esposizione di dati (kWh) per costruire un nuovo immaginario collettivo sulla transizione energetica, rendendo visibile l’invisibile e trasformando la tecnologia in uno strumento di dialogo sociale e consapevolezza collettiva.

ENERGIA FATTA AD ARTE
Un modello di PA Anticipatoria tra Cultura, Tecnologia e Territorio





DESCRIZIONE DEL PROGETTO
OBIETTIVI DELLA SOLUZIONE
L’obiettivo primario è sensibilizzare il cittadino sull’uso consapevole dell’energia attraverso linguaggi non convenzionali, superando il distacco tipico della comunicazione tecnica. Il progetto mira a formare una nuova coscienza ecologica, dove la sostenibilità non è un obbligo ma un valore estetico e sociale. Destinatari diretti: Giovani creativi under 40: coinvolti come protagonisti della narrazione e “architetti del futuro”.
- Imprese del territorio: per riflettere sul valore simbolico dei propri asset tecnologici. Destinatari finali
- Cittadini e comunità regionale: beneficiari di una divulgazione inclusiva e partecipativa.
- Studenti e professionisti: che interagiscono con gli “oggetti educanti” per apprendere comportamenti sostenibili. Il fine ultimo è creare un ponte tra il sistema della ricerca (ENEA), il tessuto produttivo e la società civile, mediato dalla visione anticipatoria della PA.
Replicabilità/Trasferibilità del progetto
Il progetto è configurato come un “format” scalabile e replicabile in diversi ambiti della PA. La metodologia “Impresa + Creativo + Istituzione” può essere esportata per affrontare altre sfide complesse, come l’economia circolare, la gestione delle risorse idriche o la digitalizzazione. La trasferibilità è garantita dalla codificazione dei processi: il bando pubblico, i criteri di selezione multidisciplinari e l’uso del portale www.comunichiamoenergia.it. Quest’ultimo funge da infrastruttura digitale abilitante che centralizza la gestione del catalogo oggetti e delle candidature, rendendo il modello facilmente adottabile da altri enti locali o direzioni regionali. La flessibilità del format permette inoltre di adattare le esposizioni a contesti diversi (fiere, musei, piazze o scuole), garantendo una diffusione capillare del messaggio indipendentemente dalla scala geografica o dal tema specifico trattato.
Innovatività del progetto
L’innovazione risiede nel ribaltamento della comunicazione istituzionale: la PA non “spiega” il futuro, ma lo “allestisce”. La metodologia integra strumenti digitali e creatività analogica: il portale www.comunichiamoenergia.it ha permesso una gestione innovativa di tutte le fasi, dal catalogo digitale degli oggetti alla valutazione dei bozzetti da parte della giuria. La qualità dei contenuti è elevata grazie al coinvolgimento di artisti che hanno documentato il processo realizzativo con foto e video sul portale, creando uno storytelling autentico e trasparente. L’originalità risiede nel trasformare lo scarto o la tecnologia industriale in “interfacce attive” (Oggetti Educanti). Questo approccio trasforma la PA in un laboratorio di sperimentazione dove il design diventa un linguaggio di policy, capace di intercettare segnali deboli e tradurli in opere che stimolano domande anziché fornire solo risposte tecniche.
Sostenibilità economica e organizzativa del progetto
Il progetto dimostra un’ottima congruità tra costi e impatto grazie a un modello di gestione efficiente. La sostenibilità economica è garantita dal partenariato pubblico-privato: le imprese donano la materia prima (oggetti), ottimizzando le risorse regionali destinate ai premi e alla produzione. Organizzativamente, il progetto si poggia su reti preesistenti (Clust-ER, Innovatori Responsabili) e sulla collaborazione istituzionale con ENEA e ART-ER, riducendo i tempi di implementazione. L’uso del portale www.comunichiamoenergia.it ha drasticamente abbattuto i costi di gestione amministrativa, automatizzando la raccolta delle candidature, il monitoraggio dei processi creativi tramite caricamento di media e le procedure di valutazione. Questo mix di risorse fisiche donate, competenze di rete e infrastruttura digitale assicura la tenuta del progetto nel tempo e la sua sostenibilità anche per future edizioni.
Rilevanza del progetto
La rilevanza è misurata dall’ampiezza dell’impatto sociale e territoriale. Il progetto ha attivato 22 aziende e 34 creativi, ma ha raggiunto migliaia di cittadini attraverso la premiazione a Bologna in occasione di Arte Fiera 2026 e la mostra a Rimini (KEY). La valenza sociale risiede nella capacità di “umanizzare” la transizione energetica, rendendola accessibile e attraente. L’impatto sui destinatari è profondo: per i giovani artisti rappresenta un’occasione di crescita professionale e riconoscimento; per le imprese è un modo per comunicare la propria identità oltre il profitto; per il pubblico è un esercizio di cittadinanza attiva. Il territorio emiliano-romagnolo ne esce rafforzato come distretto capace di coniugare industria e cultura, dimostrando che la transizione energetica è un processo collettivo che richiede il coinvolgimento di tutti gli strati della società, dalla produzione al consumo, fino all’espressione artistica.
Capacità di sostenere la creazione di una PA in grado di “generare futuro”
“Energia fatta ad Arte” è un esempio di governance anticipatoria. La PA non agisce in emergenza, ma utilizza il foresight per preparare la società ai cambiamenti strutturali del settore energetico. Investendo sulle competenze degli “architetti del futuro” (i creativi under 40) e utilizzando strumenti digitali evoluti come il portale dedicato, la Regione Emilia-Romagna si pone come un ente capace di simulare scenari e guidare scelte consapevoli. Il monitoraggio dei processi creativi e l’ascolto dei linguaggi artistici permettono alla PA di captare segnali di cambiamento nel sentire comune, orientando le politiche pubbliche verso soluzioni più inclusive e comprese. È una PA che “genera futuro” perché non si limita a normare il presente, ma crea lo spazio culturale e tecnologico affinché la transizione energetica diventi un’evoluzione condivisa e desiderabile.