Modelli territoriali e percorsi di cura integrati
Modelli territoriali e percorsi di cura integrati

PTE Smart: pre-triage territoriale nella rete IMA

Azienda Sanitaria Provinciale di Siracusa
Strutture della sanità pubblica e privata
https://www.asp.sr.it/
DESCRIZIONE DEL PROGETTO

PTE Smart trasforma i Presidi Territoriali di Emergenza da punti di stabilizzazione a nodi diagnostici della rete tempo-dipendente per l’infarto miocardico acuto. Oggi l’intervento erogato nel PTE è un episodio cieco per l’ospedale ricevente: dati frammentati, consegne verbali, esami ripetuti, ritardi. Il modello è bifasico. (1) Fase diagnostica territoriale, operativa: ECG a 12 derivazioni con tele-refertazione in tempo reale verso l’UTIC su tutti i PTE; troponina ad alta sensibilità con POCT certificati ISO 22870; massaggiatore meccanico e trasporto protetto; fast-track STEMI con bypass del PS e accesso diretto in Emodinamica. (2) Fase di pre-triage digitale, in introduzione: episodio registrato in forma strutturata, HEART Score automatico con alert al PS per score >=4, pre-accettazione digitale senza reinserimento manuale dei dati. Coerente con DM 77/2022 e Linee Guida ESC 2023. Perimetro: la rete dei PTE dell’ASP di Siracusa, a servizio di una provincia di ~400.000 abitanti.

OBIETTIVI DELLA SOLUZIONE

Portare la capacità diagnostica dove è il paziente, non dove è l’ospedale. Ridurre il tempo tra primo contatto medico e riperfusione per i residenti lontani dall’hub, eliminare la duplicazione diagnostica all’arrivo in PS, rendere continuo il flusso informativo territorio-UTIC. È una misura di equità di accesso: chi vive nelle aree interne oggi paga in minuti la distanza dall’Emodinamica.

Destinatari. Pazienti con sospetto IMA intercettati sul territorio, soprattutto residenti delle aree interne e anziani con comorbilità. Medici e infermieri dell’emergenza territoriale, che ricevono refertazione specialistica in tempo reale invece di decidere isolati. Cardiologi e UTIC, che prendono in carico il paziente prima che arrivi. Pronto Soccorso, alleggerito degli accessi che possono bypassarlo. Direzione sanitaria e risk management, per il governo di rete.

Target di processo: door-to-ECG sotto i 10 minuti nel 90% dei casi, fast-track STEMI diretto in Emodinamica oltre l’80%.

Innovatività del progetto

L’innovazione non è il singolo dispositivo: è il cambio di ruolo del presidio territoriale. Tre elementi di discontinuità.

Primo, il PTE smette di essere un punto di stabilizzazione e diventa una stazione di pre-accettazione digitale: produce un dato strutturato che l’ospedale consuma, non un racconto che l’ospedale deve ricostruire.

Secondo, la stratificazione del rischio si sposta a monte. Lo HEART Score calcolato al PTE, e non al triage ospedaliero, anticipa la decisione e la rende tracciabile e riproducibile invece che affidata all’impressione del momento.

Terzo, l’approccio è deliberatamente bifasico. La Fase 1 consolida la capacità diagnostica prima che arrivi il software; la Fase 2 digitalizza un processo già praticato. È una scelta di change management, non un limite: previene il sovraccarico operativo e consente l’alfabetizzazione digitale progressiva del personale. Il modello è stato definito con i cardiologi e col personale dei PTE, non calato su di loro.

Replicabilità/Trasferibilità del progetto

Il modello è replicabile perché non dipende da una piattaforma proprietaria ma dalla combinazione di tecnologie già certificate e di un protocollo organizzativo documentato: defibrillatori con tele-refertazione su rete GSM/Wi-Fi, analizzatori POCT conformi a ISO 22870, score clinici standard internazionali (HEART, ESC 2023) e non personalizzazioni locali.

Le condizioni abilitanti sono tre ed esplicite: una UTIC disponibile alla refertazione continuativa, una rete di presidi territoriali presidiati da personale medico, un protocollo fast-track concordato con l’Emodinamica di riferimento. Dove queste tre condizioni esistono — cioè in gran parte delle aziende con territorio esteso e hub concentrato — il modello si trasferisce senza riprogettazione.

La sequenza bifasica è essa stessa un elemento di trasferibilità: consente di adottare la sola Fase 1 con investimento contenuto e di decidere sulla Fase 2 in base ai risultati. È prevista una valutazione HTA del modello.

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Contributo al sistema sanitario

PTE Smart interviene sul punto in cui il sistema sanitario si spezza più spesso: il passaggio tra territorio e ospedale. Il contributo è di rete, non di singola struttura.

Verso il SSN: il modello attua concretamente il DM 77/2022, portando capacità diagnostica nei presidi territoriali invece di concentrarla nell’hub, e riduce la pressione sul PS sottraendogli gli accessi che possono raggiungere direttamente l’Emodinamica.

Verso la rete emergenza-urgenza: la tele-refertazione crea un canale permanente tra emergenza territoriale e UTIC che, una volta attivo per l’IMA, è riusabile per ictus, sepsi e trauma. L’infrastruttura è multi-patologia anche se il primo protocollo è cardiologico.

Verso l’equità territoriale: in una provincia con aree interne a bassa densità, spostare la diagnosi verso il paziente è l’unico modo realistico di ridurre il divario di esito tra chi vive vicino all’ospedale e chi no.

L’ASP è disponibile a condividere protocolli e indicatori.

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