Modelli territoriali e percorsi di cura integrati
Modelli territoriali e percorsi di cura integrati

Integrazione tra emergenza-urgenza e territorio

Partner: AREU
ASST FATEBENEFRATELLI SACCO
Strutture della sanità pubblica e privata
DESCRIZIONE DEL PROGETTO
L’elevato afflusso ai servizi di emergenza, soprattutto da parte di persone anziane, croniche e fragili con bisogni non sempre riconducibili a condizioni di emergenza, richiede modelli capaci di orientare verso il setting assistenziale più appropriato. Il progetto dell’ASST Fatebenefratelli Sacco attiva un percorso integrato tra Centrale Medica Integrata (CMI), Team di Risposta Rapida Domiciliare (TRRD), Infermieri di Famiglia e Comunità (IFeC) e Centrali Operative Territoriali (COT). La CMI rivaluta le chiamate non emergenti provenienti dalle SOREU e, tramite il NEA 116117, orienta il cittadino. In presenza di fragilità, difficoltà di trasporto o rischio di ospedalizzazione può essere attivato il TRRD che può contattare la COT per attivare l’IFeC, che effettua l’accesso domiciliare entro 48 ore, valuta i bisogni, pianifica la presa in carico e attiva i servizi territoriali appropriati.
OBIETTIVI DELLA SOLUZIONE
Il progetto mira a ridurre gli accessi impropri in Pronto Soccorso e a garantire una presa in carico più appropriata e continuativa delle persone fragili, rafforzando l’integrazione tra emergenza-urgenza, assistenza primaria e rete territoriale. Gli obiettivi sono intercettare precocemente i bisogni, favorire la permanenza al domicilio, mantenere l’autonomia, assicurare educazione sanitaria e attivare tempestivamente i servizi necessari. I destinatari sono i cittadini residenti nei Distretti 1, 2, 3, 4 e 8 dell’ASST Fatebenefratelli Sacco con condizioni di cronicità e/o fragilità, che necessita di valutazione del contesto domiciliare e bisogni assistenziali gestibili sul territorio, per i quali l’ospedalizzazione non risulti indicata.
Innovatività del progetto
L’innovatività risiede nell’integrazione strutturata tra sistema di emergenza-urgenza e rete territoriale, trasformando una richiesta di assistenza potenzialmente orientata all’ospedale in un percorso personalizzato di presa in carico domiciliare. Il modello consente di intercettare precocemente la fragilità, orientare il cittadino al setting più appropriato e attivare rapidamente risposte assistenziali territoriali
Replicabilità/Trasferibilità del progetto
Il modello presenta un’elevata trasferibilità perché si basa sull’integrazione di funzioni e professionisti già presenti o previsti nell’organizzazione territoriale del SSN: CMI, COT, IFeC, medici di assistenza primaria e team domiciliari. La definizione di criteri di attivazione, flussi condivisi e tempi di risposta rende il percorso standardizzabile e adattabile ad altri distretti, ASST o contesti regionali. La replicabilità è favorita dalla modularità del modello, che può essere implementato progressivamente in relazione alle risorse disponibili e alle caratteristiche organizzative locali. Il progetto può inoltre costituire una base per sviluppare indicatori comuni di processo ed esito e per confrontare i risultati tra diversi territori
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Contributo al sistema sanitario
Il progetto contribuisce al sistema sanitario promuovendo appropriatezza, prossimità e continuità assistenziale per le persone fragili. L’integrazione tra emergenza-urgenza e territorio può ridurre il ricorso non necessario al Pronto Soccorso e all’ospedalizzazione, favorendo la gestione dei bisogni nel setting più adeguato. Il modello valorizza le competenze dell’IFeC e rafforza il ruolo delle COT come nodo di coordinamento della rete, migliorando la connessione tra assistenza sanitaria, sociale e domiciliare. Nel medio-lungo periodo il progetto può supportare un uso più efficiente delle risorse, ridurre eventi evitabili e frammentazione dei percorsi, migliorare la qualità dell’assistenza e generare evidenze utili alla programmazione di modelli territoriali integrati
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