GENESIS è l’infrastruttura di AI governata dell’ASP di Siracusa, in esercizio dal 2025 e sviluppata interamente in casa. Il problema di partenza non è come usare l’AI: è perché ogni volta che serve un documento nuovo bisogna scrivere un programma nuovo. Decine di attività aziendali hanno la stessa forma — leggere dati che esistono già e produrre un documento — e ciascuna diventa un progetto da sei mesi, con un fornitore e un contratto. GENESIS separa il sapere dal software. La parte tecnica — interrogare le banche dati, comporre il pacchetto, dialogare col modello, tracciare, conservare — è scritta una volta sola. La parte clinica sta in tre file dichiarativi che un medico legge e modifica senza toccare codice: il prompt, il template, la fonte dati. Un processo nuovo non è più un progetto: sono cinque minuti di lavoro, zero righe di codice, nessun rilascio e nessun fermo. Oggi 12 processi disponibili su 8 fonti dati, sei dei quali in uso quotidiano.

GENESIS: dall’AI generativa all’AI governata





DESCRIZIONE DEL PROGETTO
OBIETTIVI DELLA SOLUZIONE
Restituire tempo clinico e rendere governabile l’uso dell’AI in un ente pubblico.
Il modulo di documentazione di dimissione, validato su 420 casi in tre reparti ad alta complessità con confronto pre/post e revisione indipendente, ha ridotto il tempo di produzione integrata di lettera e SDO da 30-60 minuti a 5-10 minuti per caso, ha portato la completezza delle sezioni cliniche dal 65% al 100% e le lettere pronte per la firma dal 20% a oltre l’80%. Proiettato sulle circa 21.000 dimissioni annue, significa circa 17.500 ore di lavoro medico restituite all’assistenza.
Destinatari. Medici di reparto, che passano da compilatori a validatori: il tempo recuperato è tempo di cura, quindi il beneficio finale è del paziente. Uffici SDO e Controllo di Gestione, per la qualità e la coerenza della codifica. Direzione Strategica, per il governo dei processi. Formazione necessaria per usare il sistema: mezza giornata.
Innovatività del progetto
La discontinuità è che un processo nuovo non è più un progetto software. Nel modello tradizionale informatizzare un’attività clinica richiede analisi, sviluppo, collaudo, rilascio, manutenzione: un’azienda ne fa tre o quattro all’anno, sceglie le grandi, e restano fuori quelle che pesano sul lavoro quotidiano. Con GENESIS la titolarità del processo si sposta dal fornitore al clinico che conosce la materia. Un reparto ha chiesto una scheda di programmazione: è stata scritta, provata e messa in esercizio in un pomeriggio, senza aprire una richiesta di sviluppo. Nel modello tradizionale sarebbe stata una voce in un piano annuale.
La governance è progettata, non aggiunta dopo. Sorveglianza umana esplicita ex art. 14 AI Act: ogni documento esce con una fascia non rimovibile “bozza da validare”. Minimizzazione: il codice fiscale non raggiunge mai il modello. Provenienza tracciata: il pacchetto inviato è conservato e scaricabile — non una ricostruzione, il file che è partito.
Replicabilità/Trasferibilità del progetto
L’architettura è replicabile per costruzione, perché è progettata attorno al riuso: un processo nuovo si crea da uno esistente in cinque minuti e l’infrastruttura sottostante non cambia.
Le condizioni abilitanti sono minime e dichiarate: un server con Apache e PHP, accesso in sola lettura alle banche dati aziendali, un referente tecnico part-time. Non serve un database proprio e non serve sostituire alcun gestionale.
L’integrazione con i sistemi in uso avviene in due modi documentati: link firmato con chiave condivisa — il gestionale aggiunge un pulsante, il medico atterra sul modulo precompilato e decide lui se procedere — e API REST con un solo endpoint e documentazione OpenAPI generata dal sistema stesso. Sono disponibili ricette di integrazione in PHP, C#, JavaScript e Python.
L’elemento di trasferibilità però non è il codice: è il metodo. Un’altra azienda può adottare la separazione tra sapere clinico e software anche su una base tecnologica diversa dalla nostra.
Contributo al sistema sanitario
GENESIS è sviluppato con risorse interne, senza pacchetti acquistati sul mercato e senza esternalizzazione dello sviluppo. L’unico costo variabile è l’elaborazione in cloud, contenuta per scelta: sono privilegiati modelli on-premise e i processi possono girare in modalità locale, con i dati che non escono dall’azienda.
Questa scelta è il contributo di sistema. Sovranità del dato e assenza di vendor lock-in non sono slogan: sono la condizione perché un ente pubblico possa informatizzare anche i processi piccoli, quelli che con il modello a fornitore restano sempre fuori dal piano annuale. È equità interna — un reparto senza peso contrattuale ottiene lo stesso servizio di uno grande.
Verso l’esterno, l’ASP porta il proprio ecosistema di AI governata nelle reti di cui è parte — FIASO, AIIC, ASSD, IHF — e mette il metodo a disposizione in riuso. Il programma è coerente con PNRR Missione 6, DM 77 e con la centralità del Fascicolo Sanitario Elettronico.