Il progetto nasce nel Dipartimento Testa Collo e Neuroscienze dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale, sistema ad elevata complessità clinico-organizzativa, multisede e multiprofessionale, impegnato in un programma di reingegnerizzazione che assume l’umanizzazione delle cure come paradigma organizzativo. Il modello integra principi di servant organization e Value-Based Healthcare con strumenti di Project Management per governare processi, interdipendenze e valore generato. In questo quadro, e in coerenza con gli indirizzi della Rete Oncologica Regionale, il progetto sviluppa un Percorso di Cura Individuale Integrato (PCII) per il paziente con neoplasia del cavo orale sottoposto a chirurgia. Il Patient Journey Mapping ricostruisce l’AS IS integrando evidenze, competenze multiprofessionali, esperienza del paziente e PROMs, per identificare e prioritizzare i gap e progettare il TO BE, successivamente implementato e monitorato attraverso il Performance Management.

Dal Patient Journey al Percorso di cura Integrato





DESCRIZIONE DEL PROGETTO
OBIETTIVI DELLA SOLUZIONE
L’obiettivo è progettare e implementare un Percorso di Cura Individuale Integrato (PCII) per il paziente con neoplasia del cavo orale sottoposto a chirurgia, orientato all’umanizzazione delle cure, alla continuità assistenziale e alla generazione di valore. Il PCII intende superare la frammentazione tra fasi, professionisti e setting, rafforzando il governo delle interdipendenze, l’integrazione multiprofessionale, la continuità informativa e la personalizzazione della presa in carico. Destinatari primari sono i pazienti e i caregiver; destinatari organizzativi sono i professionisti, le Strutture Operative e i servizi coinvolti nel continuum di cura. Il progetto coinvolge inoltre gli attori della rete Hub & Spoke e del territorio, con l’obiettivo di favorire una presa in carico coordinata lungo l’intero percorso.
Innovatività del progetto
L’innovazione è principalmente organizzativa, metodologica e di governance: il percorso non viene progettato come successione di prestazioni, ma come processo end-to-end governato attraverso interdipendenze, transizioni e flussi informativi. Il Patient Journey Mapping diventa uno strumento manageriale di process analysis e redesign, integrando evidenze, conoscenza professionale e patient-reported data. Elementi qualificanti sono l’integrazione tra patient flow, professional workflow e information flow e la valorizzazione di Medico Hospitalist e Infermiere Case Manager quali funzioni trasversali di coordinamento e continuità. Le tecnologie digitali non costituiscono una soluzione precostituita, ma vengono selezionate sulla base dei gap rilevati, valutandone utilità, fattibilità e sostenibilità. Project Management e Performance Management sostengono governance, implementazione e misurazione.
Replicabilità/Trasferibilità del progetto
La trasferibilità risiede soprattutto nel metodo di redesign, più che nella specifica configurazione clinica del PCII. La sequenza strutturata: analisi delle evidenze e del contesto, Patient Journey AS IS, integrazione della prospettiva del paziente, Gap Analysis, prioritizzazione, progettazione TO BE, implementazione e Performance Management, costituisce un framework applicabile ad altri percorsi caratterizzati da elevata complessità, multiprofessionalità e transizioni tra setting. La modularità consente di adattare attori, standard, indicatori e soluzioni organizzative alle caratteristiche dei diversi contesti, mantenendo invariata la logica metodologica. Il progetto può pertanto costituire un modello trasferibile ad altri percorsi oncologici e, più in generale, a percorsi clinico-assistenziali complessi, previa contestualizzazione organizzativa e valutazione di fattibilità.
Contributo al sistema sanitario
Il progetto contribuisce allo sviluppo di un ecosistema di cura integrato, rafforzando le connessioni tra strutture specialistiche, rete oncologica, nodi Hub & Spoke e servizi territoriali. Il PCII assume il percorso del paziente come unità di governo, favorendo responsabilità condivise, continuità delle informazioni e coordinamento delle transizioni oltre i confini delle singole Strutture Operative. Hospitalist e Case Manager supportano il raccordo tra professionisti e setting, mentre strumenti digitali e interoperabilità potranno sostenere la continuità informativa ove ne sia dimostrato il valore. Il raccordo con la Rete Oncologica Regionale rafforza la prospettiva interistituzionale e la potenziale diffusione del modello. L’approccio favorisce così una rete capace di coniugare alta specializzazione, prossimità, continuità ospedale-territorio e centralità del paziente.
DOWNLOAD DOCUMENTI
PER SAPERNE DI PIÙ
https://dmed.uniud.it/it/eventi/materiale-per-eventi/carta-di-udine-ufficiale_formatoa4formale.pdf