Modelli territoriali e percorsi di cura integrati
Modelli territoriali e percorsi di cura integrati

Unità di Valutazione Geriatrica in Pronto Soccorso

Partner: Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara, ASP Ferrara, Coop. CIDAS
Azienda USL di Ferrara
Strutture della sanità pubblica e privata
https://www.ausl.fe.it
DESCRIZIONE DEL PROGETTO

Un numero elevato di pazienti, prevalentemente anziani, giunge nel Pronto Soccorso con bassi codici di gravità. Nel primo trimestre 2026, su circa 140 casi segnalati dal PS come a rischio di non appropriatezza, il 90% sono codici bianchi-verdi; almeno il 25% di questi, esaurito il bisogno clinico, manifesta resistenza dei familiari che ostacola la dimissione a domicilio. Il PS richiede quindi il trasferimento in un posto letto per acuti (convenzionato o ospedaliero), soluzione inappropriata e soggetta ad attesa in boarding.

La soluzione proposta è l’accesso programmato in PS dell’Unità di Valutazione Geriatrica (UVG) per casi segnalati: con i Servizi Sociali si raccoglie informazioni sul caso, il raccordo con l’Ente Accreditato del SAD attiva, dal giorno dopo la dimissione, un pacchetto gratuito di primi interventi domiciliari (3-6 ore), la cui tempestività rafforza la credibilità dei Servizi verso la famiglia.

OBIETTIVI DELLA SOLUZIONE

Abbattere le resistenze-incertezze ad accettare la dimissione da parte di famiglie con persone anziane non autosufficienti al domicilio, che giungono in PS con una postura di rassegnazione-convinzione della assoluta necessità di ricorrere all’istituzionalizzazione dell’anziano, di non potersene più occupare direttamente nella convinzione di trovarsi soli e in difficoltà al domicilio. Al contempo, il Progetto punta a recuperare un uso maggiormente appropriato dei posti letto di sollievo come risorsa dal Territorio e non da PS.
Sperimentalmente i destinatari sono pazienti segnalati dal PS over 65, che presentano “codice
di triage bianco/verde” all’ingresso o “pazienti di urgenza minore”/“non urgente” all’uscita, che vivono soli (non ospiti di struttura residenziale), con una rete familiare che dichiara di non potersene occupare, con caregiver che dichiara la propria stanchezza o con problemi di salute (esempio figli 70enni che talvolta sono meno in salute del genitore che accudiscono).

Innovatività del progetto

Il fattore innovativo del progetto è la presenza di competence tipicamente territoriali in ambiente ospedaliero, precisamente in PS, dove la cura del dialogo con la famiglia del paziente anziano non autosufficiente, unita alla condivisione con il Servizio Sociale Territoriale e alla certezza di poter attivare un pacchetto di prestazioni di assistenza al domicilio tempestivamente, aumentano la fiducia dei caregiver che l’assistenza al domicilio possa essere sostenibile.

Con la metodologia e gli strumenti utilizzati – patrimonio ordinario del lavoro dei Servizi Territoriali Sanitari e Sociali – si intende superare l’uso del “sollievo” quale via più rapida per ridurre l’affollamento in PS evitando così di saturare impropriamente posti dedicati e generare iniquità di chi è in lista d’attesa.

Replicabilità/Trasferibilità del progetto

In vista dell’applicazione della Riforma per l’assistenza agli anziani non autosufficienti, il progetto risulterà applicabile ovunque poichè ovunque sarà prevista l’organizzazione di una Equipe multidisciplinare competente per valutare i bisogni della non autosufficienza (la nostra UVG in stretta collaborazione con il Servizio Sociale territoriale) ed elaborare il relativo PAI. Ad ogni modo già oggi il Progetto è replicabile in molte aree del Paese.

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Contributo al sistema sanitario

Il Progetto realizza una forte integrazione fra Sanità, Sociale (collaborazione interistituzionale) e Terzo Settore accreditato (integrazione pubblico-privato), sia sul piano della Programmazione che in tutti gli aspetti organizzativi e operativi (ecosistema territoriale). Gli Enti coinvolti hanno infatti condiviso le criticità e fatto scaturire un’ipotesi di riorganizzazione dei Servizi di ciascuno volta a fornire supporto per migliorare tali criticità. L’istruzione operativa redatta e approvata da tutti, dimostra come Tutti gli attori abbiano partecipato alla costruzione di un percorso operativo dedicato a risolvere il problema, a iso-risorse nella fase sperimentale.

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PER SAPERNE DI PIÙ

www.ausl.fe.it