Modelli territoriali e percorsi di cura integrati
Modelli territoriali e percorsi di cura integrati

POCUS: la clinica aumentata delle Cure Primarie

Partner: FIMMG, SNAMI, SMI
ASST Papa Giovanni XXIII
Strutture della sanità pubblica e privata
https://www.asst-pg23.it/
DESCRIZIONE DEL PROGETTO

Un modello organizzativo che porta l’ecografia point-of-care (POCUS) nell’ambulatorio del Medico di Assistenza Primaria, trasformandola in strumento diagnostico di prossimità integrato nella pratica quotidiana. Il progetto dell’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo combina un Accordo Aziendale con le rappresentanze della Medicina Generale, un percorso formativo teorico-pratico da 24 ore accreditato ECM, la dotazione personale dell’ecografo da parte di ciascun medico aderente e un sistema di reporting trimestrale per monitorare appropriatezza e concordanza diagnostica. Ha coinvolto finora 56 MAP su un territorio che include ampie aree montane a bassa accessibilità ai servizi ospedalieri, generando oltre 1.800 ecografie e un tasso di gestione autonoma del paziente pari al 68%, senza necessità di consulto specialistico di secondo livello.

OBIETTIVI DELLA SOLUZIONE

Obiettivo primario è potenziare la capacità diagnostica territoriale, riducendo gli accessi impropri ai servizi ospedalieri e le liste d’attesa specialistiche attraverso un triage clinico più accurato, effettuabile anche al domicilio del paziente. Gli obiettivi secondari includono: l’acquisizione di competenze su fisica degli ultrasuoni, artefatti ed ergonomia dello strumento; lo sviluppo della capacità di rispondere a quesiti diagnostici urgenti in ambito urologico, vascolare, polmonare e addominale; il miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva verso il secondo livello. I destinatari diretti sono i Medici di Assistenza Primaria del territorio, in particolare quelli operanti nelle zone montane a minore accessibilità ai servizi diagnostici; i destinatari finali sono i pazienti, in primis quelli anziani, fragili o con pluripatologie, per cui l’ecografia in ambulatorio o a domicilio riduce tempi di attesa e spostamenti verso l’ospedale.

Innovatività del progetto

L’innovazione non risiede nella tecnologia ecografica in sé, ma nel modello organizzativo che ne governa l’adozione su scala territoriale. Il progetto struttura per la prima volta un percorso completo — accordo negoziale con le rappresentanze sindacali della Medicina Generale, formazione accreditata ECM, dotazione personale dello strumento, reporting trimestrale standardizzato — che rende la POCUS una pratica sistemica e non un’iniziativa isolata affidata alla singola sensibilità del medico. La distinzione tra uso “generalista”, integrato nella valutazione clinico-anamnestica per rispondere a quesiti binari, e uso specialistico (GPSI) consente un’implementazione realistica su larga scala, estendibile a tutti i MAP disposti a un percorso formativo dedicato. Il sistema di reporting per apparato indagato, con tracciamento degli invii a ecografista esperto e degli esiti, introduce un meccanismo di audit continuo dell’appropriatezza diagnostica.

Replicabilità/Trasferibilità del progetto

Il modello è pensato per la scalabilità fin dalla progettazione: si fonda su elementi trasferibili — accordo negoziale, percorso formativo standardizzato, dotazione strumentale personale, sistema di reporting — indipendenti dalle specificità di un singolo dispositivo. La provincia di Bergamo, con un territorio per il 64% montano e comuni a bassa accessibilità ai servizi ospedalieri, ha costituito un banco di prova impegnativo; l’esperienza è quindi adattabile anche a contesti territoriali meno complessi. Il progetto è già in fase di consolidamento interno: l’estensione del percorso formativo ai medici in Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale del polo di Bergamo integra la POCUS nella formazione di base dei futuri MAP, garantendo continuità del modello oltre la fase pilota. La replicabilità richiede un adeguamento locale degli accordi negoziali con la Medicina Generale e un’analisi di sostenibilità economica specifica per ciascun contesto.

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Contributo al sistema sanitario

Il progetto rafforza l’integrazione tra ospedale e territorio previste dal DM 77/2022, ridisegnando il confine tra Cure Primarie e servizi specialistici. La POCUS funziona come filtro diagnostico: il 68% dei quesiti clinici viene gestito direttamente dal MAP, e quando l’invio allo specialista avviene, il sospetto clinico è già circoscritto e documentato, con un tasso di conferma del 67%. Questo riduce il carico improprio sulla radiologia clinica e sui servizi ospedalieri, liberando risorse specialistiche per i casi che richiedono realmente un secondo livello. La collaborazione interistituzionale è strutturale al progetto: l’Accordo Aziendale con le Organizzazioni Sindacali Mediche (FIMMG, SNAMI, SMI) ha reso la Medicina Generale parte attiva nella progettazione del modello, non semplice destinataria di un’iniziativa calata dall’alto, con benefici sulla sostenibilità e sull’adesione volontaria dei professionisti coinvolti.

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PER SAPERNE DI PIÙ

https://www.asst-pg23.it/2025/10/ecografi-da-novembre-negli-studi-medici https://www.lapresse.it/salute/sanita/2026/07/31/ecografia-negli-studi-dei-medici-di-famiglia-il-progetto-in-corso-a-bergamo/