Strutture Sanitarie del futuro, centrate sul paziente
Strutture Sanitarie del futuro, centrate sul paziente

OPS! Umanizzazione in Pronto Soccorso

Partner: Università Verde di Bologna APS – Centro Antartide, Università di Bologna, Regione Emilia-Romagna, Azienda USL di Bologna, IRCCS Policlinico di Sant’Orsola, IRCCS Istituto Ortopedico Rizzoli, Ausl Romagna, Azienda USL di Imola, Alma Mater Studiorum – Università di Bologna
Università Verde di Bologna APS- Centro Antartide
Organizzazione di volontariato e altri enti del Terzo settore
https://www.centroantartide.it
DESCRIZIONE DEL PROGETTO

OPS! è un progetto di ricerca-azione del Centro Antartide di Bologna che trasforma le sale d’attesa dei Pronto Soccorso in spazi attivi di accoglienza, ascolto e ricerca. Studenti e studentesse universitari di discipline non sanitarie, nell’ambito del loro percorso di tirocinio, svolgono in questi luoghi  un’azione di cura dell’attesa (orientamento, supporto e soprattutto ascolto per  pazienti e accompagnatori, con particolare attenzione  alle persone fragili) e di ricerca, dopo un percorso di formazione specifico.

Senza svolgere funzioni cliniche e sanitarie, si prendono cura dei bisogni dell’attesa prestando particolare attenzione alle persone fragili, svolgendo ricerca per il miglioramento dei servizi.

 Avviato nel 2018, OPS! ha coinvolto finora 58 tirocini e 2 volontari ed è stato sperimentato anche nei territori di  Bologna,  Imola, Rimini e Cesena. Il caso studio presentato dall’Università di Bologna ha ottenuto nella VQR 2020-2024 la valutazione A – Eccezionale.

OBIETTIVI DELLA SOLUZIONE

OPS! mira a umanizzare l’esperienza del Pronto Soccorso, ridurre la percezione di abbandono durante l’attesa, migliorare orientamento e comunicazione, intercettare fragilità sociali e offrire alle organizzazioni conoscenze utili a ripensare servizi, spazi e relazioni. I destinatari principali sono i pazienti e gli accompagnatori, con particolare attenzione ad anziani soli, caregiver, persone con difficoltà linguistiche, informative e/o cognitive e altre condizioni di vulnerabilità. Il progetto sostiene anche il personale sanitario in quanto intercetta bisogni non sanitari e offre uno sguardo aggiuntivo ed esclusivo sulla sala d’attesa. Studenti e studentesse sono a loro volta destinatari di un percorso formativo sul campo, nel quale sviluppano ascolto, osservazione, comunicazione e lavoro interdisciplinare. Beneficiarie sono infine le aziende sanitarie, che ricevono dati qualitativi e restituzioni per il miglioramento organizzativo. 

Innovatività del progetto

L’innovazione di OPS! consiste nell’introdurre una funzione organizzativa non clinica dedicata a uno spazio tradizionalmente considerato residuale. La sala d’attesa diventa un’infrastruttura relazionale in cui cura dell’attesa, ascolto delle fragilità e ricerca sociale operano insieme. La figura ibrida del/della tirocinante (“Operatrice o Operatore dell’Attesa“), esterna ai ruoli sanitari ma formata, supervisionata periodicamente e integrata con le équipe, facilita una relazione di fiducia senza sovrapporsi ai professionisti. L’approccio di ricerca-azione consente di osservare bisogni e criticità, sperimentare risposte, restituire evidenze alle strutture e adattare il modello ai diversi contesti. Il tutto con attenzione a uno spazio che intercetta sempre più fragilità sociali oltre che sanitarie. È innovativa anche la governance, che mette in rete Terzo settore, Università e aziende sanitarie e trasforma il tirocinio curricolare in una leva di creazione di valore pubblico. 

Replicabilità/Trasferibilità del progetto

OPS! nasce con un’impostazione pensata per essere trasferibile in contesti in cui siano presenti PS e atenei di riferimento: formazione iniziale, framing del ruolo, lavoro in piccoli gruppi, tutoraggio, supervisione e briefing periodici, osservazione sul campo e restituzione alle strutture costituiscono il nucleo comune del modello. Dopo l’avvio nei tre principali Pronto Soccorso di Bologna, il progetto è stato esteso a Imola e sperimentato nelle province di Rimini e Cesena, verificandone l’adattabilità a organizzazioni diverse e lavorando anche a una sartorializzazione di alcuni aspetti nell’ambito di un impianto comune. OPS! prevede quindi un’analisi preliminare del contesto e dei bisogni, seguita dall’adattamento delle attività e dei focus di ricerca. La trasferibilità dipende dalla presenza di un ente coordinatore, dall’accordo con aziende sanitarie e università, da referenti locali, da una formazione condivisa e da un sistema di monitoraggio. 

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Contributo al sistema sanitario

OPS! contribuisce al sistema sanitario collegando competenze e risorse di Centro Antartide, Università di Bologna, Regione ER, Azienda USL di Bologna, IRCCS Policlinico di Sant’Orsola, IRCCS Istituto Ortopedico Rizzoli, Ausl Romagna e Azienda USL di Imola. La collaborazione interistituzionale integra ricerca, formazione universitaria, organizzazione sanitaria e innovazione sociale. Per i PS, il progetto presidia un’area nevralgica ma difficilmente osservabile dal personale impegnato nelle attività cliniche la sala di attesa; facilita la gestione dei bisogni non sanitari  in contatto con le reti territoriali e produce evidenze sulle esperienze di pazienti e accompagnatori. Per l’Università, rappresenta un’attività di 3° Missione e impatto sociale; per il Terzo settore, un’opportunità di co-progettazione dei servizi pubblici. OPS! rafforza un ecosistema territoriale capace di apprendere dall’esperienza degli utenti e di sviluppare risposte più accoglienti e centrate sulla persona. 

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PER SAPERNE DI PIÙ

www.centroantartide.it

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