Collaborazione interistituzionaleInclusionePartnership pubblico-privato
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Amministrazione condivisa ASL Lecce – un Ecosistema per il Terzo Settore

AZIENDA SANITARIA LOCALE DI LECCE
Enti del Sistema Sanitario Nazionale
https://www.sanita.puglia.it/web/asl-lecce
DESCRIZIONE DEL PROGETTO

L’amministrazione condivisa è scritta nella Costituzione e nel Codice del Terzo Settore. Ciò che manca, quasi ovunque, è la prassi. ASL Lecce ha scelto di costruirla. Non un adempimento, ma una scelta di governance: la salute si co-costruisce con le energie civiche del Terzo Settore. Da questa visione è nato un Ecosistema operativo completo.

Il Regolamento aziendale ex art. 55 D.Lgs. 117/2017 — approvato a gennaio 2026, primo in ambito sanitario in Puglia — è il fondamento. Attorno ad esso: Albo Aziendale ETS (avviso pubblicato il 5 marzo 2026), modulistica standardizzata, allegato tecnico sulla rendicontazione, sezione web dedicata, percorso formativo, sistema di rilevazione annuale.Per la prima volta ASL Lecce sa quante collaborazioni ha con il Terzo Settore, in quali ambiti e con quali risultati. Prima, quel patrimonio era reale ma invisibile ai fini della programmazione. L’ecosistema è la condizione perché un nuovo paradigma gestionale sia sostenibile, misurabile e replicabile.

OBIETTIVI DELLA SOLUZIONE

Il progetto persegue quattro obiettivi:

1) trasformare le collaborazioni episodiche con il Terzo Settore in un sistema governato, con procedure chiare e omogenee;

2) costruire un modello replicabile per le ASL che devono ancora attuare il D.Lgs. 117/2017 — percorso incompiuto a otto anni dall’entrata in vigore;

3) abbattere le barriere di accesso per gli ETS con strumenti semplici, utilizzabili anche dai soggetti meno strutturati;

4) rendere misurabili le collaborazioni con un sistema interno di rilevazione annuale che produce per la prima volta dati aggregati su risorse, attività e impatto.

Destinatari diretti: ETS salentini (ODV, APS, Coop. sociali, Fondazioni, Imprese Sociali) nei campi della salute mentale, dipendenze, disabilità, cure, fragilità.

Beneficiari interni: strutture ASL dotate per la prima volta di strumenti giuridicamente corretti e omogenei.

Destinatari indiretti: i cittadini, che beneficiano di servizi co-costruiti tra pubblico e privato sociale.

Replicabilità/Trasferibilità del progetto

Il modello sviluppato da ASL Lecce è integralmente trasferibile ad altre ASL e PA che intendano attuare gli articoli 55–56 del CTS.

La replicabilità è garantita da tre caratteristiche fondamentali:

  • leggerezza organizzativa: il sistema non richiede piattaforme tecnologiche complesse né investimenti straordinari, ma su strumenti normativi, organizzativi e operativi facilmente adattabili;
  • chiarezza procedurale: il Regolamento risolve uno dei principali nodi interpretativi della PA, distinguendo in modo netto le procedure collaborative dagli appalti di servizi;
  • integrazione degli strumenti: il modello non è un singolo atto, ma un’infrastruttura completa (regolazione, qualificazione, modulistica, monitoraggio, comunicazione) replicabile come sistema.

ASL Lecce si propone come laboratorio aperto: tutti i documenti sono pubblicati sul sito istituzionale (sanita.puglia.it/web/asl-lecce, sezione Terzo Settore) e liberamente riutilizzabili da altre PA.

Innovatività del progetto

L’innovazione di questo progetto non è tecnologica: è di paradigma. ASL Lecce ha compiuto un passaggio ancora raro nelle aziende sanitarie: trasformare l’amministrazione condivisa da principio enunciato a pratica gestionale quotidiana.

Sul piano normativo, il Regolamento chiarisce la distinzione tra co-progettazione e appalto di servizi, riconoscendo che i bisogni complessi non si affidano soltanto: si costruiscono insieme.

Sul piano organizzativo: ogni componente abbassa le barriere di accesso. L’allegato tecnico guida gli ETS nella rendicontazione; la modulistica rende praticabile la partecipazione dei più piccoli; la sezione web separa gli avvisi dall’albo pretorio. La PA parla il linguaggio degli ETS.

Sul piano conoscitivo, il progetto introduce il primo sistema aziendale strutturato di rilevazione delle collaborazioni con gli ETS, trasformando un patrimonio reale ma disperso in conoscenza organizzativa e capacità di programmazione.

Sostenibilità economica e organizzativa del progetto

Il progetto è realizzato interamente con risorse interne, senza costi aggiuntivi per l’Asl. Il Regolamento, la modulistica e gli strumenti operativi sono stati elaborati dalla UOSVD Affari Istituzionali. La formazione al personale è inserita nel Piano Triennale della Formazione ASL.

La sostenibilità organizzativa è assicurata dalla chiarezza nella distribuzione delle responsabilità: la UOSVD Affari Istituzionali presidia la governance procedurale e l’aggiornamento degli strumenti; le strutture aziendali mantengono la titolarità tecnica dei processi collaborativi; l’ufficio tecnico gestisce il sito.

L’ecosistema è destinato a generare risparmi organizzativi misurabili: la standardizzazione delle procedure riduce i tempi di istruttoria, abbassa il rischio di errori di qualificazione giuridica e semplifica i controlli sulla rendicontazione. Il costo marginale di ogni nuova co-progettazione attivata è strutturalmente inferiore rispetto all’approccio non regolamentato precedente.

Rilevanza del progetto

Tutte le ASL italiane collaborano con il Terzo Settore. Quasi nessuna sa quante siano queste collaborazioni, cosa producano, quanto valgano. Il D.Lgs. 117/2017 è in vigore da otto anni: la norma c’è, la prassi manca.

ASL Lecce serve 780.000 abitanti con forte presenza del Terzo Settore nella salute mentale, dipendenze, disabilità, cure, fragilità. Prima di questo progetto quelle collaborazioni erano preziose ma invisibili: disperse tra reparti e distretti, non misurate, non capitalizzate come asset gestionale.

Il progetto trasforma questa invisibilità in conoscenza organizzativa, investendo l’intera architettura del rapporto tra PA sanitaria e società civile. La PA non come apparato che eroga, ma come soggetto che co-costruisce — con metodo, con regole, con misura.

La tempistica rafforza la portata: ASL Lecce costruisce la prassi mentre la Regione Puglia emana la L.R. n. 11/2025, diventando punto di riferimento per l’attuazione regionale e modello per le altre ASL italiane.

Capacità di sostenere la creazione di una PA in grado di “generare futuro”

Il progetto genera futuro perché cambia il modo in cui una PA concepisce sé stessa. La PA tradizionale programma, eroga, controlla. Quella che adotta l’amministrazione condivisa come paradigma ascolta, co-costruisce, misura l’impatto, si corregge. ASL Lecce ha costruito gli strumenti: il sistema di rilevazione annuale è intelligenza organizzativa applicata; la Valutazione di Impatto Sociale prevista dal Regolamento consente di misurare non solo cosa si è fatto, ma cosa è cambiato per i destinatari degli interventi: un salto qualitativo dalla logica dell’output alla logica dell’impatto.Il Documento Annuale ASL-ETS orienta la programmazione della Direzione Strategica su evidenze: è il meccanismo con cui l’organizzazione impara da sé stessa. Il progetto anticipa la transizione che la sanità pubblica dovrà compiere: dal modello fornitore-prestatore al modello Comunità di Cura. ASL Lecce non ha atteso: lo ha progettato dall’interno. Non un prodotto, ma un modo nuovo di fare Sanità Pubblica.

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