I Centri interservizi del Ministero degli Affari Esteri

Uno strumento innovativo per qualificare la spesa pubblica migliorando la strategia di acquisto di beni e servizi.

Il Ministero degli affari esteri (MAE) consta di 319 Sedi all’estero (fra Ambasciate, Rappresentanze permanenti, Delegazioni diplomatiche speciali, Uffici consolari e Istituti italiani di cultura), che assorbono il 66% del personale in servizio. A fronte di questi numeri imponenti, il bilancio del Ministero rappresenta lo 0,24% di quello dello Stato. La sfida del MAE consiste quindi nel conciliare una Rete diplomatico-consolare estesa con le esigenze di razionalizzazione amministrativa e contenimento dei costi, al fine di offrire un servizio migliore a cittadini e imprese. La soluzione prescelta è quella dei “Centri interservizi amministrativi” (CIA), strutture deputate al coordinamento gestionale delle Sedi poste all’interno di un’area omogenea e determinata. Tali strutture si pongono a un livello intermedio tra gli Uffici all’estero e la Farnesina, espletando una continua opera di raccordo che favorisce il superamento dei problemi e rafforza lo scambio informativo. In questo senso, essi rappresentano un nuovo punto di equilibrio nella dialettica fra autonomia e centralità. Il CIA presiede al procurement per l’area di competenza, coordina la gestione amministrativo-contabile delle Sedi e il personale ad essa preposto, affronta ogni tematica comune erogando attività di consulenza, supporto, analisi.

Il Centro interservizi è altresì chiamato a definire procedure uniformi e a rafforzare l’applicazione della normativa in materia di amministrazione digitale, contrasto alla corruzione, trasparenza. Si è in presenza di un modello organizzativo modulare, flessibile, adattabile alle diverse realtà politiche e geografiche. Il primo Centro interservizi è stato istituito nel gennaio 2014 a Bruxelles ed è dedicato alle dieci Sedi presenti in Belgio, Olanda e Lussemburgo:

  • 3 Ambasciate (Bruxelles, L’Aia e Lussemburgo);
  • 2 Rappresentanze permanenti, presso l’Unione europea e la NATO, entrambe a Bruxelles;
  • 2 Consolati generali (Amsterdam e Charleroi);
  • 3 Istituti di cultura (Amsterdam, Bruxelles e Lussemburgo).

Il Centro negozia convenzioni e contratti quadro per la prestazione di servizi e la fornitura di beni aventi caratteri comuni, operando alla stregua di una vera e propria centrale di committenza. A tal fine, esso trae preziose indicazioni dall’analisi e dal monitoraggio delle scritture contabili delle Sedi interessate, sviluppando soluzioni attagliate al caso concreto e alle dinamiche di mercato dell’area di competenza. Tra gli elementi più innovativi del procurement adottato vi è quello della transnazionalità, ovvero dell’estensione del mercato di approvvigionamento a un perimetro esteso oltre i confini statali, che favorisce la concorrenza e l’affermarsi di forniture ottimali. La soluzione in discorso non è ristretta alla sola dimensione internazionale, potendo facilmente esssere trasposta anche all’interno dell’organizzazione statale, regionale e locale.

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